Compenso dell'amministratore di condominio: come si calcola
Non esiste un tariffario ufficiale: il compenso è concordato con l'assemblea. Vediamo da cosa dipende, come si struttura tra gestione ordinaria e straordinaria e quali obblighi impone la legge.
Da cosa dipende il compenso
Il compenso è liberamente pattuitotra amministratore e assemblea. Gli elementi che ne determinano l'importo sono di norma:
- il numero di unità immobiliari (spesso con importi diversi per abitazioni e uffici rispetto a box e cantine);
- i servizi presenti: ascensore, riscaldamento centralizzato, portierato, aree verdi;
- la complessità della gestione (contenziosi, morosità, lavori in corso);
- la zona geografica e la prassi locale.
Gestione ordinaria e straordinaria
Il compenso si articola in genere in un onorario annuo per la gestione ordinaria(convocazione dell'assemblea, rendiconto, riscossione dei contributi, manutenzioni ordinarie) e in compensi per l'attività straordinaria (ad esempio la gestione di lavori di ristrutturazione).
Attenzione: salvo diverso accordo, il compenso per la gestione straordinaria non è dovuto se non specificamente pattuito. È buona prassi indicarlo già nel preventivo, come forfait o percentuale sull'importo dei lavori.
Il preventivo analitico obbligatorio
La legge impone la trasparenza: all'atto dell'accettazione della nomina e a ogni rinnovo, l'amministratore deve specificare analiticamente l'importo dovuto a titolo di compenso, a pena di nullità della nomina(art. 1129, comma 14, c.c.). Un compenso generico o «a corpo», senza dettaglio delle voci, espone la nomina al rischio di nullità.
Aspetti fiscali
L'amministratore professionista emette fattura con IVA per la propria prestazione. Il condominio agisce come sostituto d'impostae applica la ritenuta d'acconto sui compensi di lavoro autonomo, versandola all'Erario. I rimborsi spese documentati (postali, cancelleria, bolli) sono di norma distinti dall'onorario.
Approfondisci il ruolo completo nella guida Amministratore di condominio: cosa fa, obblighi, nomina e compenso. Per le decisioni assembleari usa il calcolatore del quorum.
Domande frequenti
Esiste un tariffario ufficiale per l'amministratore di condominio?
No. Non esiste un tariffario obbligatorio: il compenso è liberamente concordato tra amministratore e assemblea e dipende dal numero di unità, dai servizi e dalla complessità della gestione.
Come si calcola il compenso dell'amministratore?
In genere si parte da un onorario annuo per la gestione ordinaria, spesso commisurato al numero di unità immobiliari (con importi diversi per abitazioni/uffici rispetto a box e cantine) e alla presenza di servizi come ascensore, riscaldamento centralizzato o portierato.
Il compenso per i lavori straordinari è compreso?
No: salvo diverso accordo, il compenso per la gestione straordinaria (es. lavori di ristrutturazione) non è dovuto se non specificamente pattuito e va indicato separatamente rispetto all'onorario ordinario.
Il preventivo del compenso è obbligatorio?
Sì. All'atto dell'accettazione della nomina e a ogni rinnovo l'amministratore deve specificare analiticamente l'importo del compenso, a pena di nullità della nomina (art. 1129, comma 14, c.c.).
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